Titolari di marchi europei, attenzione: la registrazione da sola non basta a garantire il diritto di marchio

Lo scorso 8 giugno 2022 il Tribunale dell’Unione Europea si è pronunciato sul caso Apple – EUIPO  stabilendo un importante principio dal quale è possibile trarre un monito per tutti i titolari di marchi UE.

La questione riguarda lo slogan “Think Different” utilizzato da Apple Inc. per le proprie campagne pubblicitarie e registrato presso l’EUIPO nel 1997, 1998 e 2005.

La controversia è sorta quando Swatch ha iniziato ad utilizzare lo slogan “Tick Different” (ndr foneticamente molto simile a quello di Apple) e  successivamente, ha presentato domanda di revoca dei marchi UE di Apple ai sensi dell’art. 51(1)(a) del Regolamento  2009/207 (ora art. 58(1)(a)) del Regolamento 2017/1001 sulla base del mancato uso effettivo dei segni distintivi per un periodo ininterrotto di cinque anni.

Le prove portate da Apple a sostegno della illegittimità della revoca, tra cui articoli di stampa e le etichette presenti sulle confezioni dei propri prodotti dove appariva lo slogan non sono state ritenute idonee a dimostrare l’uso effettivo dei marchi nel periodo di tempo rilevante. 

Nel valutare se un marchio sia stato realmente utilizzato il giudice deve considerare tutti gli elementi atti a stabilire se vi sia un suo effettivo sfruttamento economico e che la sua distintività sul mercato sia tale da orientare le scelte del consumatore: ad esempio, l’uso dello slogan sulle confezioni avrebbe richiesto un elevato livello di attenzione del pubblico di riferimento per ricondurre lo slogan al prodotto Apple.  Tra l’altro il Tribunale ha ritenuto che “Think Different” avesse un carattere distintivo debole. Per tutto questo, il Tribunale ha respinto il ricorso di Apple confermando la decisione di revoca del marchio UE emessa dalla Commissione di ricorso.

La registrazione del marchio, quindi, non è una tutela sufficiente, occorre usarlo in modo effettivo per distinguere i prodotti e i servizi designati. 



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