Start up: esonero dalle procedure concorsuali solo a seguito della verifica dell’effettiva e reale capacità innovativa dell’attività d’impresa

La Cassazione con l’ordinanza n. 21152 del 04 luglio 2022, hanno stabilito che l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese e l’autodichiarazione del possesso dei requisiti, soggettivi e oggettivi, di cui all’art. 25 del D.L. 179/2012 rappresentano si una condizione necessaria, ma non sono sufficienti ad assicurare l’applicazione del regime di favore che esclude la fallibilità della Start up innovativa nei primi 5 anni di vita.

Come ben sappiamo, la Start up innovativa è una società di capitali a cui la legge riconosce diverse agevolazioni oltre a regimi più favorevoli rispetto alle società che Start up non sono, quali ad esempio:

  • Detrazione Irpef pari al 50% della somma investita;
  •  Accesso gratuito e semplificato al Fondo di Garanzia per le PMI;
  •  Accesso a finanziamenti agevolati;
  •  Esonero da diritti camerali e imposte di bollo;
  •  Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding.

Tra queste e altre agevolazioni, si annovera anche l’esonero (temporaneo) dalle procedure concorsuali.

Ora, secondo i Giudici di Piazza Cavour, l’esonero dalle procedure concorsuali delle Start up innovative può sussistere solo dopo una valutazione nel merito da parte del giudice in fase prefallimentare del possesso dei requisiti richiesti dalla legge, andando però a indagare anche la reale capacità innovativa dell’impresa, perché da sole l’iscrizione nella sezione speciale delle Registro e l’autodichiarazione del possesso dei requisiti da parte del legale rappresentante non bastano.



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