MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: COSA COMPORTA L’ASSENZA

MEDIAZIONE OBBLIGATORIA: COSA COMPORTA L’ASSENZA

La mancata partecipazione determina l’improcedibilità della domanda?

Accade piuttosto spesso che la parte, chiamata in mediazione, non voglia partecipare all’incontro, in quanto del tutto in disaccordo con la propria controparte, nonché ben poco disposta a versare onorari e spese fisse per la partecipazione stessa.

È per questo motivo che la Suprema Corte, con l’ordinanza n. 9608 del 15 aprile 2026, sia è pronunciata sui requisiti necessari affinché la mediazione obbligatoria possa considerarsi validamente esperita.

La Corte ha ribadito che il semplice avvio del procedimento di mediazione non è sufficiente a soddisfare la condizione di procedibilità della domanda giudiziale: è infatti necessario che il primo incontro dinanzi al mediatore si svolga con l’effettiva partecipazione della parte onerata, personalmente oppure attraverso un rappresentante munito di adeguati poteri sostanziali.

L’impostazione della Suprema Corte è assolutamente condivisibile: una diversa interpretazione consentirebbe infatti alla parte invitata di impedire l’accesso alla tutela giurisdizionale semplicemente rifiutandosi di partecipare alla mediazione.

È però opportuno ricordare che l’assenza ingiustificata della parte invitata, pur non incidendo automaticamente sulla procedibilità della domanda, può comportare conseguenze rilevanti.

L’art. 12-bis del D.Lgs. n. 28/2010 prevede infatti che il giudice possa desumere dalla mancata partecipazione argomenti di prova ai sensi dell’art. 116, secondo comma, c.p.c.

Inoltre, nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria, la parte costituita che non abbia partecipato senza giustificato motivo al primo incontro è condannata al versamento, in favore dello Stato, di una somma pari al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio.

Su richiesta della controparte, poi, il giudice può altresì condannare la parte soccombente che non abbia partecipato alla mediazione al pagamento di un’ulteriore somma equitativamente determinata, nei limiti previsti dalla legge.

La corretta gestione della mediazione assume pertanto un’importanza determinante, sia per evitare eccezioni di improcedibilità sia per prevenire conseguenze processuali ed economiche nel successivo giudizio.

La mediazione deve quindi essere gestita non soltanto come un’opportunità di composizione della controversia, ma anche come una fase processualmente rilevante, il cui corretto svolgimento può incidere sulla successiva tutela giudiziale.