ATTUALITÀ – AGCM: SANZIONE A RYANAIR

ATTUALITÀ – AGCM: SANZIONE A RYANAIR

L’AGCM irroga una sanzione di oltre 255 milioni di euro per pratiche ritenute lesive della concorrenza nei canali di vendita dei voli da e per l’Italia.

Con il provvedimento del 23 dicembre 2025 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto a Ryanair DAC e alla sua controllante Ryanair Holdings plc una sanzione di oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi di trasporto aereo da e per l’Italia. Secondo l’Autorità, la compagnia avrebbe sfruttato il proprio peso sul mercato per ostacolare l’attività delle agenzie di viaggio, in particolare quelle online, limitando di fatto la possibilità di acquistare biglietti Ryanair attraverso canali diversi da quelli ufficiali del vettore.

Il procedimento nasce nel 2023 a seguito delle segnalazioni presentate da numerose agenzie di viaggio e piattaforme digitali, che lamentavano crescenti difficoltà nella vendita dei voli Ryanair, soprattutto quando questi venivano offerti insieme ad altri servizi turistici, come voli di compagnie diverse, soggiorni alberghieri o assicurazioni. Le proteste segnalavano un progressivo irrigidimento delle condizioni di accesso alle vendite, tale da rendere l’intermediazione sempre più complessa o economicamente insostenibile.

L’Antitrust ha ritenuto che Ryanair occupi una posizione di particolare forza nel mercato italiano, trasportando circa il quaranta per cento dei passeggeri sulle rotte da e per l’Italia. A questa quota si affiancano le dimensioni economiche del gruppo, la presenza diffusa negli aeroporti nazionali e la capacità di incidere in modo significativo sulle scelte e sull’operatività di altri operatori del settore.

L’Autorità ha ricordato che detenere una posizione dominante non è di per sé illecito, ma lo diventa quando tale potere viene utilizzato per limitare la concorrenza.

Secondo quanto ricostruito nel corso dell’istruttoria, a partire dal 2023 Ryanair avrebbe introdotto una serie di misure tecniche e commerciali che colpivano in modo mirato le agenzie di viaggio. Tra queste rientrano procedure di riconoscimento facciale applicate soprattutto agli acquisti effettuati tramite intermediari, blocchi o malfunzionamenti dei sistemi di pagamento delle piattaforme online, cancellazioni di account collegati a prenotazioni effettuate da agenzie e l’imposizione di accordi contrattuali che impedivano di combinare i voli Ryanair con altri servizi turistici. In concreto, per molte agenzie vendere biglietti della compagnia diventava più costoso, più complesso o addirittura impossibile, con l’effetto di spingere i consumatori verso l’acquisto diretto sul sito del vettore.

L’Autorità ha escluso che tali pratiche potessero essere giustificate da esigenze di sicurezza, di efficienza o da reali innovazioni commerciali. Al contrario, esse sono state considerate funzionali a rafforzare unilateralmente i canali di vendita diretti di Ryanair, comprimendo lo spazio competitivo delle agenzie e riducendo le possibilità di confronto tra offerte diverse. Secondo l’AGCM, queste condotte hanno inciso negativamente anche sui consumatori finali, limitando la disponibilità di pacchetti turistici completi e la trasparenza delle condizioni di acquisto.

La sanzione è stata determinata tenendo conto della durata delle condotte, protrattesi almeno dal 2023 fino all’aprile 2025, della loro estensione su tutto il territorio nazionale e delle rilevanti dimensioni economiche del gruppo, che nel 2025 ha registrato un fatturato di quasi 14 miliardi di euro.

In conclusione, il provvedimento dell’AGCM rappresenta un segnale particolarmente rilevante per il settore del trasporto aereo e, più in generale, per i mercati digitali caratterizzati da forti asimmetrie di potere. Il caso Ryanair conferma come il controllo dei canali di vendita e delle infrastrutture digitali possa trasformarsi in una barriera concorrenziale se utilizzato in modo selettivo o discriminatorio e richiama l’attenzione di imprese e operatori sull’esigenza di coniugare strategie commerciali aggressive con il rispetto delle regole a tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato.



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