ChatGPT è uno dei più noti software di intelligenza artificiale, sviluppato e gestito dalla società americana OpenAI, disponibile in versione gratuita (con obbligo di registrazione) e a pagamento che lo scorso 20 marzo 2023 aveva subito un data breach che aveva riguardato conversazioni degli utenti e informazioni relative al servizio a pagamento.

Nel provvedimento dello scorso 30 marzo 2023, il Garante – in attesa di svolgere verifiche ulteriori e approfondite – ha disposto la misura della limitazione provvisoria del trattamento dei dati personali degli interessati stabiliti nel territorio italiano dopo aver constatato la violazione degli artt. 5, 6, 8, 13 e 25 del Regolamento perpetrata attraverso l’adozione di informative non esaustive e inesatte in termini di trattamento e raccolta de dati degli utenti.

L’Autorità ha altresì evidenziato la mancanza di una base giuridica idonea a giustificare la raccolta e la conservazione massiccia di dati personali “per scopo di addestramento degli algoritmi sottesi al funzionamento di ChatGPT

L’assenza di filtri di verifica dell’età degli utenti

Il Garante ha altresì evidenziato come, sebbene i servizi offerti dalla piattaforma siano fruibili solo ai maggiori di 13 anni, di fatto non presenti alcun tipo di filtro di verifica atto a constatare l’età degli utenti.



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